Cinque domande a Eleonora Rocca: “I brand devono essere autentici”

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Eleonora Rocca si racconta a Daniele D'Amico

Per un giornalista elaborare le giuste domande per un’intervista non è mai facile, ma con Eleonora Rocca, stella della comunicazione e del digital marketing, che brilla in tutto il mondo, è stato semplice. Donna umile, con i piedi per terra ma sicura di se. Eleonora Rocca è riuscita a portare nella nostra nazione il Mashable Social Media Day, evento unico nel panorama delle kermesse comunicative, con focus sul marketing, sui social network e sull’innovazione. Di anno in anno l’evento si è rafforzato, diventando la bussola per tutti gli addetti ai lavori, così nel 2018 la svolta e il rebranding a Digital Innovation Days Italy, con l’hasthag di riferimento #DIDAYSIT.

Nel tempo sono stati tanti gli inviti e le presenze a giornate di formazione sull’innovazione e sul marketing digitale, ma l’anno scorso,  varcando da giornalista l’ingresso della IULM per “tuffarmi” nella 3 giorni di Eleonora Rocca e di tutto il suo team, ho notato che c’era qualcosa di differente, 3 ingredienti che da sempre accompagnano la mia vita:

  • Umanità
  • Autenticità
  • Verità

Nell’epoca delle fake news, del  marketing umanistico ed emozionale non potevo trovare di meglio. Che non vuol dire essere perfetti perché nessuna persona lo è, e probabilmente nessun evento ( bisogna sempre progredire) – semplicemente si vive e si realizzano sogni privati e professionali con una luce diversa. Ed Eleonora Rocca nelle risposte che state per leggere, un autentico regalo per la mia community, fa comprendere in modo impeccabile il concetto. Dunque immergetevi nell’intervista e se volete commentate nel box Facebook sotto l’articolo.

Rivediamo insieme i momenti salienti dell’edizione 2018

Parlare di evento è riduttivo, è stata un’esperienza unica. #DIDAYSIT 

1) Eleonora Rocca, il Mashable Social Media Day Italia 2018, oggi Digital Innovation Days Italy, è stato è stato un successo, il pubblico è legato a lei non solo professionalmente ma anche umanamente, come se lo spiega?

“Penso che sia dovuto al fatto che in tutti questi anni siamo sempre riusciti a far venire fuori non solo la qualità degli speaker e dei contenuti che portiamo sul palco, ma anche i valori che ci sono dietro questa manifestazione, la passione che ci ho messo nel costruire qualcosa di sempre più grande, sempre più unico, sempre più ricco di energia e di contaminazione positiva, di cui sono convinta che l’Italia abbia sempre più bisogno.

Inoltre credo di essere stata sempre molto vera. Sincera, onesta e integra in tutto il mio percorso di carriera, e questo penso sia stato molto apprezzato dalla rete. Non ho mai nascosto le difficoltà e i momenti difficili che si affrontano quando si fa impresa , rendendo i miei racconti sul web sempre interessanti ed ispirazionali nei confronti di chi mi legge e sceglie ogni anno di sostenere questo evento.

Dietro questo evento esiste una grande macchina organizzativa, fatta anche da tante delle persone che spontaneamente scelgono di supportarci proponendo progetto, condividendo contatti, promuovendo le nostre iniziative e molto altro ancora. Come ho sempre detto anche sul palco, questo è, e sempre sarà l’evento delle persone”.

2) Scelta coraggiosa e probabilmente dovuta quella del rebranding. L’evento italiano del quale lei è fondatrice, possiamo dire che è diventato “maggiorenne”, sente più responsabilità?

“È  stata una scelta dovuta. L’evento negli anni è diventato molto di più di un evento verticale legato al social media marketing. È  ormai una tre giorni ricca di moltissimi altri temi legati all’innovazione e al marketing digitale inteso più ad ampio raggio, ecco perché è  stato necessario anche allineare il nome dell’evento ai suoi reali contenuti. Senz’altro è ormai un evento consolidato, o come lo definisci tu, forse maggiorenne o quasi. Tuttavia, no , non sento maggiore responsabilità ma soltanto una grande spinta a fare sempre meglio, nonostante le difficoltà”.

Il #DIDAYSIT è un evento unico nel suo genere

Sala plenaria della IULM al Mashable Social Media Day 2018- Foto staff

3) Il focus del marketing è cambiato, al centro non ci sono più le aziende ma il pubblico, i brand vengono scelti, non scelgono. Qual è il segreto per fidelizzare le persone che acquistano un determinato prodotto?

“Assolutamente si. L’autenticità di un brand è fondamentale per mantenere un pubblico fidelizzato. Inoltre il senso di appartenenza alla community che si crea attorno ad un brand, il permettere alla propria audience di riconoscersi nei propri valori sono elementi chiave del successo intramontabile di qualunque azienda”.

4) Marketing umanistico ed emozionale, dunque non solo numeri e statistiche. Non bisogna più comunicare alla pancia del pubblico ma relazionarsi con le persone avendo come meta il cuore, come vede i top brand del nostro Paese?

“Penso che siano fatti grandi passi avanti in questo senso specialmente negli ultimi 5 anni. Ormai moltissimi brand stanno investendo nel creare storie coinvolgenti per rendere le persone parte del proprio mondo a livello emozionale. Sempre più brand investono nell’employer branding e in numerosi programmi di advocacy e ambassadorship come anche nel micro e macro influencer marketing a seconda degli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Siamo quindi di fronte ad un grande cambiamento nell’universo della comunicazione, penso che ormai, sia I grandi brand che le startup stiano capendo quanto sia importante investire nel marketing di qualità perché in grado di far raggiungere risultati, non solo nel breve ma anche nel lungo periodo”

Eleonora Rocca è unita al suo team

Alcune eccellenti collaboratrici di Eleonora Rocca – Foto Sara Soldano

5) In italia sembra esserci un gap tra domanda e offerta lavorativa anche nel settore della comunicazione digitale. Nonostante siano tantissimi i corsi di formazione, le facoltà universitarie e i master di enti pubblici e privati che negli anni si sono creati. Dunque, tanta quantità forse a discapito della qualità?

“Penso che in Italia ci siano purtroppo poche opportunità lavorative in molti settori, non solo in quello della comunicazione digitale. Purtroppo guardando le cose da residente a Londra, vedo delle enormi differenze in termini sia di opportunità lavorative, sia appunto di qualità dei contenuti.

Per dato di fatto il digital marketing è qualcosa di molto serio e che per essere efficace necessita di preparazione, creatività strategia e non solo, e non basta saper usare facebook, o twitter o Instagram né tanto meno avere un sito web. Serve preparazione tecnica in ambito marketing, serve saper creare strategie integrate, serve tanta , tanta esperienza sul campo.

I corsi non bastano e soprattutto, appunto, e’ fondamentale che i docenti siano davvero dei professionisti e non soltanto persone in grado di generare followers sui social media, perché come ho sempre sostenuto: I followers non pagano gli stipendi, sono necessarie conversioni, è fondamentale saper garantire a se stessi e ai propri clienti un ritorno dell’investimento chiaro, tangibile, reale, e questo purtroppo non lo si impara sui banchi di Scuola, ma lavorando all’interno di aziende e realtà dove ci si mette davvero in gioco, imparando a scegliere come, quando e con quali contenuti investire del budget affinché garantisca risultati di successo”.

Bene,  dopo aver letto l’intervista che sentimenti avete?  Parliamone nel box commenti perché le vostre impressioni sono sempre utili. Io non potrò mancare al Digital Innovation Days Italy di quest’anno e tu? Prendi il ticket ad un prezzo speciale !!!

 

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