Perché andare oltre i pregiudizi? Unobravo, e il boom di #UndressedExperience

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La campagna di Unobravo

Il messaggio lanciato da Unobravo con la campagna #UndressedExperience, è arrivato forte e chiaro, spogliamoci dei pregiudizi sulla terapia psicologica, dai pregiudizi inconsci che possiamo avere sui noi stessi, dai pregiudizi nei confronti del prossimo, e mettiamoci al primo posto con altruismo.  Gettiamo lo stigma che è causa del nostro malessere, e apriamoci al bene che c’è, dunque irradiamolo.

I temi legati alla salute mentale e al ricorso alla terapia, ad oggi, sono ancora oggetto di tabù, causa di barriere che sono un gap per istaurare relazioni valoriali, e dare slancio alla nostra vita. La terapia, troppo spesso è associata alla cura di gravi disturbi, e patologie, invece è in primis un gesto d’amore verso noi  stessi.

Chiunque può beneficiare del benessere: non solo coloro che soffrono di gravi anomalie o in generale di difficoltà palesi. Dunque, anche chi sta vivendo un momento nebuloso, e sente di aver bisogno di un aiuto esterno, così come chi desidera conoscersi meglio e acquisire più coscienza di sé, andando verso l’evoluzione personale… Cestinando i pregiudizi. Riflessioni che hanno fatto maturare in Pepe Agency  il concept della campagna.

Qualsiasi sia il motivo per cui sentiamo il bisogno di intraprendere un percorso terapeutico,  dando il via,  contribuiremo a migliorare il nostro benessere mentale, fisico ed emotivo, così da farci vivere la vita che sogniamo, e meritiamo.

Milano: armadio a cielo aperto, contro i pregiudizi

Come ha dichiarato Danila De Stefano – CEO di Unobravo, “In Italia, purtroppo, non c’è ancora una vera e propria cultura del benessere a 360°, vi è poca consapevolezza di quanto sia importante prendersi cura della propria mente e non ci sono politiche di prevenzione adeguate. La mancanza di dialogo sul tema, insieme allo stigma e ai pregiudizi, costituiscono sicuramente alcune tra le principali barriere.

Inoltre, siamo ancora profondamente impregnati di machismo, un retaggio culturale, diffuso soprattutto tra la popolazione maschile, che ci porta a credere che esprimere le emozioni o mostrare delle fragilità sia un segno di debolezza.

Nel nostro PAESE c’è ancora molto pudore e paura di non essere accettati o giudicati, mentre, in altri Paesi, esistono addirittura campagne di sensibilizzazione pubbliche per incoraggiare le persone a segnalare eventuali difficoltà e a chiedere aiuto. Per abbattere definitivamente lo stigma e normalizzare l’accesso alla terapia, è fondamentale portare l’attenzione su questi temi e non perdere mai occasione di informare, sensibilizzare ed educare. Solo così sarà possibile creare anche in Italia una cultura del benessere a 360°, che si focalizzi in egual misura sia sul corpo che sulla mente”.

Dal retaggio culturale alla normalizzazione: non avere timori


Fino a pochi anni fa, la salute mentale era un argomento su cui non era possibile discutere liberamente. Questo retaggio culturale è, purtroppo, complesso da sradicare completamente e fa sì che, tutt’oggi, molte persone non si sentano ancora completamente a proprio agio nell’affrontare questo tema o nel parlare apertamente di sé, mostrando anche le proprie debolezze. Negli ultimi anni stiamo, però, assistendo ad una crescita dell’attenzione pubblica verso i temi di salute mentale: ci sono più momenti di dialogo sull’argomento, lo stigma si sta pian piano dissolvendo e le persone sono più inclini alla libera espressione e aperte al ricorso alla terapia.

Millennial e Gen Z, sono più sensibili verso le tematiche di salute mentale rispetto alle generazioni precedenti, si mostrano più aperti al confronto e al dialogo, sono meno influenzati dai pregiudizi e, per questo, più capaci di esprimere i propri pensieri, emozioni e stati d’animo. Questa ondata di freschezza si sta dilagando e dunque c’è da essere ottimisti.

Alla campagna hanno collaborato anche determinati creator che hanno un tasso di engagement molto elevato, tra i quali i TikTokers Giovanni Brugnoli (@sayrevee) e Dana (@mcdanalds),  e Stefano Guerrera ampiamente apprezzato su Instagram.

Le presenze redazionali sono state sopra la cifra dei 60. Ci siamo integrati bene sin dall’inizio – ha affermato Gloria Bertè, Ceo e Co-founder di On Point Pr assieme a Marcella Maggi – con relazioni costanti e cruciali ad ogni fase della campagna. Abbiamo puntato sul forte valore etico e sociale dell’iniziativa strutturando un ufficio stampa multichannel in cui ha creduto anche il brand.  L’accesso alla terapia deve diventare più inclusivo ed accessibile a tutti. Dando, sostanzialmente, una voce concreta e forte alla cultura del benessere mentale. Ad ogni livello”.

Danila De Stefano: la veracità classe 92

Danila Di Stefano

L’importanza del confronto

Napoletana, solare, energica, combattiva, sensibile, con un amore spassionato per il suo team. Durante la due giorni milanesi,  si è dedicata instancabilmente alle interviste, intrecciando relazioni  di valore con i media, e all’ascolto del suo pubblico, così da consolidare il patrimonio reputazionale, fonte di costante crescita per Unobravo.

Danila De Stefano continua a portate valore al suo brand, attraverso il suo essere. Lei non appare, lei è. La svolta l’ha avuta nel 2016 quando si è trasferita a Londra dopo aver completato gli studi in Psicologia Clinica presso l’Università di Roma. Era in cerca di nuovi stimoli, ed esperienze differenti da quelle italiane anche in campo lavorativo. Come lei stesso ha dichiarato, “È stato un periodo difficile della mia vita, un momento in cui, tra lavoro in clinica psichiatrica e integrazione in una nuova cultura, ho avvertito l’esigenza di parlare con uno psicologo.

La mia necessità si è però scontrata con quella che era la realtà del mercato in quel momento: i costi elevati erano proibitivi per una ragazza al suo primo lavoro, e le lunghe attese per ottenere un appuntamento non mi avrebbero permesso di avere un supporto tempestivo…” Ed è li che è maturata la geniale idea della terapia online.

Danila ha messo il focus sulla sostenibilità economica dell’organizzazione, non un passo in più, non un passo in meno, un mix tra cuore e razionalità che fa la differenza, sia nei rapporti professionali, che in quelli privati.

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